Associazione Turistica Proloco Castel Bolognese

Ente non a scopo di lucro con sede a Castel Bolognese con la finalità di
incrementare il turismo svolgende feste paesane. Le feste più importanti sono
la sagra di Pentecoste, il Ciambello
e il vino Novello e la Pignataza.

Un po di notizie su Castel Bolognese
Castel
Bolognese si è sviluppato lungo l'asse della Via Emilia, che lo collega a est
con la città di Faenza e ad ovest con la città di Imola. Al margine
nord-occidentale dell'abitato, si dipartono la statale Casolana-Riolese, che
risalendo la valle del fiume Senio raggiunge Riolo Terme, Casola Valsenio, e
Palazzuolo sul Senio, mentre la strada provinciale Lughese collega il comune con
Lugo. Storia
Storia
Castel
Bolognese fu
fondato dal Comune di Bologna, città ghibellina, come bastione di difesa contro
la nemica Faenza, guelfa.
È uno dei pochi paesi della pianura padana di cui si conosce la data di nascita:
l'atto notarile che ne ha sancito la fondazione risale al 13 aprile 1389. Il
castrum fu edificato in un luogo al confine tra i territori di Imola e della
città manfreda, in cui i bolognesi possedevano già un appostamento militare.
Terminata l'età delle Signoriee, Castel Bolognese entrò a far parte dello Stato
Pontificio. Enclave bolognese in territorio ravennate, gli abitanti del paese
godevano di una condizione privilegiata in fatto di prezzi. Nel corso del
Cinquecento il paese divenne meta di trafficanti e contrabbandieri, specialmente
di sale. Alla fine del XVIII secolo (1794), papa Pio VI decise di stroncare il
contrabbando. Castel Bolognese venne distaccato dalla Legazione di Bologna e fu
annesso a quella di Ravenna. Con il plebiscito del 1860 entrò a far parte del
Regno di Sardegna, che l'anno dopo divenne Regno d'Italia.
Durante la seconda guerra mondiale il fronte si arrestò per quattro mesi
(inverno 1944-45) lungo il fiume Senio, che scorre a pochi km dal centro
abitato. I combattimenti tra Alleati e nazisti furono asperrimi, provocando 248
vittime e causando seri danni e agli edifici. I tedeschi in ritirata minarono la
torre civica costruita dai bolognesi nel 1395, che fu fatta esplodere. Furono
distrutte anche la settecentesca chiesa del Suffragio e il palazzo comunale.
Onorificenze
Il 24 ottobre 2006, a sessant’anni dagli
avvenimenti bellici che distrussero e provocarono non poche vittime a
Castel Bolognese, il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano ha
conferito la Medaglia d’Argento al Merito Civile alla cittadina romagnola.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il
Castello
Costruito a partire dal 1389, il Castello fu dotato di una rocca (progettata
dall'architetto Antonio di Vincenzo) e di una torre con ponte levatoio
(disegnata da Giovanni da Siena). Nel 1501 Cesare Borgia distrusse completamente
la rocca e la cinta muraria: quest'ultima fu ricostruita dalla Santa Sede nel
1504. Attualmente rimangono ampi tratti delle mura ed una torre, frutto di un
ampliamento avvenuto nel 1425.
Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale (situato in Piazza Bernardi) fu costruito nell'Ottocento su
progetto di Giuseppe Mengoni, ristrutturando un antico convento dei Cappuccini.
Il cortile interno è abbellito da una fontana, opera di Angelo Biancini,
dedicata ai bambini morti durante la seconda guerra mondiale.
Chiesa di San Petronio
Fu
la prima chiesa esistente a Castel Bolognese, costruita direttamente dai
bolognesi sul finire del XIV secolo. La chiesa fu rifatta completamente nel 1427
su progetto di mastro Giovanni del fu Guglielmo. Il 4 aprile 1781 rimase
lesionata da un terremoto. La comunità decise di ricostruirla; sentito il parere
del vescovo, l'edificio fu abbattuto. La nuova chiesa, in stile neoclassico, fu
costruita su progetto dell'architetto imolese Cosimo Morelli. Terminato nel
1787, l'edificio sacro fu consacrato l'anno seguente. Le opere d'arte più
significative conservate al suo interno sono il "San Petronio", olio su tela di
Felice Giani, le sculture cinquecentesche di Alfonso Lombardi, un affresco di
Giovanni da Riolo ed infine un dipinto della scuola di Innocenzo da Imola.
Chiesa di San Francesco
La settecentesca Chiesa di San Francesco (situata in Piazza Bernardi) conserva
al suo interno pregevoli opere d'arte fra le quali ricordiamo la statua della
Madonna della Concezione, attribuita alla scuola di Jacopo della Quercia, un
crocifisso ligneo del XV secolo e i dipinti di G. B. Bertucci e Ferraù Fenzoni
(detto il Faenzone).
Villa
Gottarelli
Situata nei pressi della stazione ferroviaria, Villa Gottarelli è una residenza
patrizia immersa in un grande parco in cui sono state messe a dimora piante
esotiche e rare. Nell'area è compreso un oratorio in stile neoclassico,
edificato nel 1821 su progetto dell'architetto Filippo Antolini.
Museo Civico
Il Museo Civico (situato in Viale Umberto I, 50, angolo via Emilia Interna) è
suddiviso in tre sezioni: una artistica, che raccoglie disegni, dipinti e
sculture di artisti locali (quali Piancastelli, Guidi, Bernardi, Fanelli,
Biancini, Antolini, Balducci, Morelli e Ferlini); una storica, con testimonianze
molto varie (cimeli garibaldini, targhe devozionali in ceramica, frammenti
lapidei, ceramiche domestiche, una collezione di monete italiane e pontificie
dal XVII al XX secolo e l'ottocentesca campana della stazione ferroviaria, con
l'incisione in bassorilievo di una locomotiva a vapore); infine una sezione
archeologica, con reperti provenienti da scavi operati nel circondario
(particolarmente interessante è la coppia di fibule gote) e una vasta raccolta
di ceramiche di epoca medioevale e rinascimentale. È aperto al pubblico la prima
domenica di ogni mese dalle 10 alle 12.
Chiesa di San Sebastiano
La
Chiesa di San Sebastiano (situata sulla via Emilia in direzione Bologna, a circa
1 km dal centro del Paese, all'incrocio con la SS via Casolana), costruita nel
1506, è una delle più antiche della località. Oggi è dedicata ai caduti di tutte
le guerre, ed è aperta la prima domenica di ogni mese.
Mulino Scodellino
Il Mulino Scodellino, che sorge in prossimità del fondo "Contessa", in località
Casalecchio di Castel Bolognese e presenta una solida struttura realizzata in
mattoni a vista, fu costruito nel 1389 e venne acquisito dal comune di Castel
Bolognese, attuale proprietario, nel 1489.
Il nome dell'opificio deriva, molto probabilmente, dal vocabolo "scudella", che
corrispondeva alla quantità di farina che il mugnaio tratteneva per se come
pagamento per la molitura.
Dalla parte dell'accesso al mulino, su via Canale, è possibile ritrovare ancora
gli anelli di ferro cui venivano legati i cavalli dei visitatori, al di sotto di
un portico basso sorretto da grosse travi e da archi di rinforzo. Tale loggiato,
in caso di maltempo, serviva per dare ricovero ai carri che si recavano al
mulino. La parte di edificio che si trova, invece, sull'altra
sponda
del Canale, rispetto alla strada, databile intorno al 1700, era probabilmente
adibita a granaio. Delle poderose travature in legno sorreggono, infine,
l'antica abitazione del mugnaio che si trovava al primo piano.
Raggiungendo il mulino da Castel Bolognese, è possibile vedere la griglia
d'accesso alla paratoia e lo sfioratore, dispositivo costruito solo nel 1920,
che faceva defluire l'acqua in eccesso nella canaletta al di là della strada.
Solo da poco tempo è cessata l'attività del Mulino Scodellino che, comunque è
stato abitato e custodito da una famiglia di mugnai fino a pochi anni fa. Oggi
il mulino si trova in ristrutturazione dopo un lungo abbandono.
Personalità legate a Castel Bolognese
-
Giovanni Bernardi (1494 – 1553), incisore e glittico
-
Armando Borghi, scrittore
-
Edmondo Fabbri, allenatore di calcio, CT della Nazionale
-
Tino
Ferdiani (1915 - 1944), partigiano
-
Romeo
Gigli, stilista
-
Domenico Ginnasi (1550-1639), cardinale
-
Giovanni Piancastelli, pittore e collezionista
-
Francesco Serantini, scrittore
-
Gianni
Rolando, pilota motomondiale
- Angelo Biancini , scultore
L'economia
Castel Bologne
se
è un importante centro industriale e agricolo. Alla base del suo sviluppo sono:
il territorio tipicamente pianeggiante, con una leggera zona collinare e la
posizione strategica, all'incrocio tra la via Emilia ed il Senio, nel punto in
cui sbocca in pianura. Le principali coltivazioni agricole sono i kiwi, le
pesche e la vite, dalla quale si ricavano vini pregiati come l'Albana di Romagna
e il Sangiovese di Romagna.
Nel settore bancario, Castel Bolognese è stato protagonista fin dall'inizio del
XX secolo dello sviluppo delle casse rurali del territorio ravennate. Nel 1904
nacque la «Cassa Rurale dei Depositi e Prestiti "San Petronio"», una delle prime
realtà della Provincia. L'istituto confluì poi in quella che oggi è chiamata
«BCC Romagna Occidentale».
Infrastrutture e trasporti
Strade
Il paese è raggiungibile tramite l'autostrada A14 uscendo ai caselli di Faenza e
Imola.
Ferrovie
La stazione ferroviaria di Castelbolognese-Riolo Terme è posta sulla linea
Bologna–Ancona, ed è capolinea della linea Castelbolognese–Ravenna.
Dal 1914 al 1933 fu in funzione una linea per Riolo Bagni, con capolinea in una
stazione indipendente da quella FS.
Gemellaggi
Dal
12 novembre 2006, Castel Bolognese è gemellata con la città di Abtsgmünd
(Germania). Il 13 maggio 2007 ad Abtsgmünd è stato controfirmato il Patto di
Gemellaggio, in base al principio di reciprocità.
Giornate di mercato
Le giornate settimanali in cui si svolge il mercato in
centro paese sono il martedi e il venerdi.